01 marzo 2008

Nuovo corso di lingua e cultura brasiliana a Bologna

Il primo corso, che terminerà alla fine di marzo, sta andando a gonfie vele: ho avuto 5 allievi molto motivati che hanno fatto passi da gigante e si sono appassionati alla lingua (appassionati del Brasile lo erano già...). La richiesta di approntare un nuovo corso per principianti, in vista delle vacanze estive, mi è arrivata qualche settimana fa e ovviamente ho accettato.

Se avremo almeno 6 iscritti faremo un semi-intensivo: una volta alla settimana ad aprile e maggio e poi due volte alla settimana a giugno e metà luglio, per un totale di 20 lezioni. Le modalità saranno le stesse riportate nel post del 16/09/2007.

L'incontro di presentazione si terrà mercoledì 26 marzo alle 19:30 presso la sede del Circolo Arci Benassi (Viale Cavina, 4 - Bologna) mentre le lezioni vere e proprie avranno inizio mercoledì 9 aprile alle 20:30 (le date riportate sul sito sono sbagliate).

Divulgate, se potete.

29 febbraio 2008

Il senso del tragico (Julio Monteiro Martins)

Ringrazio l'amico Julio per avermi consentito di pubblicare il suo testo sul mio blog. La rivista Internazionale gli aveva chiesto un articolo sulla politica italiana, e invece Julio si è lanciato in riflessioni decisamente più interessanti sul senso del tragico e sulla Storia, richiamandosi efficacemente anche a un importante episodio della storia brasiliana.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di Internazionale in edicola oggi.

Il senso del tragico
di Julio Monteiro Martins

Ho un rifiuto viscerale all’idea di scrivere sulla politica italiana di questi ultimi tempi, il senso di ribrezzo profondo di chi è costretto a immergersi in un ristagno di acque fetide per poi sentire strisciare su per le gambe un’orrenda fauna entomologica. La metafora della melma torbida è appropriata perché il kitsch buonista o cattivista dei politici è melmoso e appiccicoso, mentre la Storia, quella vera, esige per compiersi il senso del tragico, marmoreo e tagliente. Ho tanta nostalgia della storia, o della possibilità della storia, e perciò non riesco a parlare dell’amministrazione spicciola degli interessi privati.

L’Italia, come il Brasile, soffre di un deficit di tragicità, interrotto solo per alcuni brevi periodi dall’esplosione di contraddizioni latenti e insidiose: per l’Italia, penso al senso di smarrimento e abbandono dell’8 settembre, per il Brasile al suicidio di Getúlio Vargas nel 1954, alla sua lettera testamento, “esco dalla vita per entrare nella storia”. Ma il fatto è che subire il tragico è ben diverso dall’averlo metabolizzato come parte inscindibile del carattere nazionale. Tanti cambiamenti importanti si fanno proprio svelando l’epico e cavalcando il tragico, facendolo emergere come fattore di rottura. Il tragico s’incentra sul fato, sull’inesorabile, ma anche sul sogno, sull’utopia, sulla sua forza motrice segreta. Il salto di qualità non sarà certo lo spostamento da destra a sinistra o dall’arcaico al moderno, ma dal superfluo e irrilevante all’essenziale. E l’attesa degli eventi è esasperante.

Quando si rimane sulla superficie delle cose, quando la patria – come nel Macbeth – ha “paura di conoscere se stessa”, il destino della società non puù mettersi in gioco, nemmeno nelle cronache elettorali. Ci sarà solo un cambio di guardia di basso profilo e al posto di soluzioni – lo vedremo negli anni a venire – ci saranno solo rinvii e mascheramenti.

Al lettore dotato di grande fantasia, e quindi capace di interessarsi alla politica italiana, devo chiedere scusa per non aver scritto sulle scelte dell’Udeur, sulla Rosa Bianca o su quella nel Pugno, su Yes We Can o… ebbene sì, sul Cavaliere del Lavoro. Ma per questo ci sono i quotidiani, sempre un po’ isterici da queste parti. Ho preferito suggerire che forse, sull’altra sponda della palude, oltretutto e nonostante tutto, c’è la nostra storia in attesa di compiersi. E si compirà. Più la flaccida retorica cercherà di raggirarla, più dirompente sarà il momento della sua comparsa in scena.


16 febbraio 2008

E l'Orso d'oro va in Brasile...


Il polemico e violento "Tropa de elite" di José Padilha vince a sorpresa l'Orso d'oro come miglior film al Festival di Berlino, esattamente 10 anni dopo Walter Salles con "Central do Brasil" (grazie al quale anche l'attrice protagonista, la grande Fernanda Montenegro, vinse l'Orso d'argento).

La trama: il Capitano Nascimento comanda lo squadrone del Battaglione di Operazioni Speciali (BOPE), la cosiddetta Tropa de Elite (squadrone scelto) della polizia di Rio de Janeiro. Il Capitano vorrebbe lasciare la squadra perché sta per diventare padre e viene spesso assalito da attacchi di panico, ma prima deve trovare un sostituto alla sua altezza. A tale scopo, prende in considerazione come candidati gli aspiranti Neto e Matias, suoi amici d'infancia che condividono con lui l'indignazione per l'ondata di corruzione che colpisce la polizia di Rio.

Il film
è salito agli onori della cronaca in quanto prima ancora di essere lanciato sul mercato cinematografico erano già in circolo numerosissime copie pirata. Si dice che circa 11 milioni di brasiliani abbiano assistito al film in modo illegale.
La pellicola è stata al centro di polemiche e dibattiti a causa della violenza e soprattutto delle scene di tortura. Il gruppo Tortura nunca mais (Tortura mai più) ha denunciato soprattutto l'aura di eroismo che circonda i poliziotti torturatori, osannati per il trattamento disumano riservato ai malviventi.

A Berlino il film non è stato particolarmente ben accolto dal pubblico. Pare che il sottotitolaggio sia stato particolarmente scadente, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi in gergo.

Per realizzare il film, José Padilha ha lavorato per ben due anni investigando il traffico di droga, con l'aiuto di poliziotti del BOPE, di psichiatri della Polizia Militare e di ex-trafficanti.

13 febbraio 2008

Un fulmine sul Corcovado


Un fotografo fortunato? Una bufala? Non lo so.
Fatto sta che molti giornali, anche italiani, hanno riportato la notizia del fulmine che ha colpito la statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro e del fortunato fotografo che è riuscito a cogliere l'attimo fuggente, Custódio Coimbra dell'agenzia O Globo.
Io la trovo estremamente suggestiva, e voi?

10 febbraio 2008

Falsi letterari sul web: un fenomeno brasiliano?

I miei lettori abituali ricorderanno il granchio che ho preso qualche tempo fa, la pessima figura che ho fatto e che una persona che svolge la mia professione non dovrebbe assolutamente fare. Mi riferisco all'episodio del testo erroneamente attribuito alla grande scrittrice brasiliana Clarice Lispector, e che invece era di Edson Marques (vedi post del 26 dicembre 2007).
Ricorderete anche l'increscioso incidente della citazione attribuita a Neruda da parte di Clemente Mastella in Senato, durante il dibattito che ha preceduto il voto che ha sfiduciato il governo Prodi. Anche in questo caso si trattava dell'opera di una scrittrice brasiliana, Marta Medeiros.
Oggi è stata pubblicata su Musibrasil un'intervista con Julio Monteiro Martins che verte proprio su questo fenomeno.
Ne sottoscrivo pienamente il contenuto, che potete andare a leggere qui:
http://www.musibrasil.it/articolo.php?id=2104

06 febbraio 2008

Campagna pro-mammografia

L'Instituto Neo Mama di São Paulo per la prevenzione e la lotta contro il tumore al seno promuove una campagna grazie alla quale la mammografia può essere offerta gratuitamente alle donne a basso reddito.
Basta fare clic qui, e poi di nuovo sulla finestrella rosa a sinistra dove sta scritto: "Campanha Mamografia Digital Gratuita. Ajude com seu clique". Si aprirà una pagina con la pubblicità di alcuni sponsor della campagna.
Non costa niente e vi porterà via pochi secondi, ma può contribuire a salvare la vita di una donna.
Anzi, nel caso in cui non lo sappiate, il cancro al seno colpisce per l'1% anche gli uomini...


05 febbraio 2008

Il mio blog sul Corriere della sera

Solo oggi ho scoperto che il Corriere della Sera ha messo un link al mio blog nella sua pagina dedicata al Brasile, nella sezione "Americas", insieme a quello del mio amico Pippo Pisano (Il migratore clandestino).

Non sono molto brava a mettere i link, vediamo se funziona:
http://americas.corriere.it/brasile/

Beh, sono soddisfazioni. Grazie al Corriere e benvenuti ai lettori che atterrano qui dopo essere decollati di là...