CBN - A rádio que toca notícia - País
Una giornata memorabile per il Brasile: con decisione unanime, i ministri del Supremo Tribunal Federal si pronunciano a favore dell'equiparazione delle coppie omosessuali a quelle eterosessuali. Parliamo di eredità, di pensione di reversibilità e di tutti gli altri diritti riservati ai coniugi. È una decisione che apre la strada al matrimonio omosessuale.
Uguaglianza di tutti davanti alla legge, nessuna discriminazione legata alle preferenze affettive, promozione della felicità delle persone, frasi come queste sono stata pronunciate dal Presidente del STF, César Peluzo, il decimo e ultimo a votare.
Mi spiace rimarcarlo così, ma ancora una volta il mio paese di adozione impartisce una lezione di civiltà e di laicità al mio paese di nascita.
Meditate, gente, meditate...
06 maggio 2011
02 febbraio 2011
Corso di portoghese brasiliano a Bologna, stagione 2011
Il 2 marzo prossimo avrà inizio il nuovo corso di lingua e cultura brasiliana "Fala, Brasil!" presso il Circolo Arci Benassi di Bologna (Viale Cavina 4, Tangenziale uscita 12, bus 27B, 19, 36, 90).
Il corso, rivolto a principianti e falsi principianti, ha la durata di 12 settimane e si svolge il mercoledì sera dalle 19 alle 20,30.
Le iscrizioni sono aperte, potete scrivere all'indirizzo email a cui vi condurrà il clic, oppure telefonare direttamente al Circolo Arci Benassi.
I posti sono limitati, affrettatevi!
01 febbraio 2011
Bologna: torna il consolato itinerante
Venerdì 4 e sabato 5 febbraio torna a Bologna il Consolato Itinerante. Riporto il testo della comunicazione che ho ricevuto da AIBM (Associazione Italo-Brasiliani nel Mondo), sperando di fare cosa gradita agli amici brasiliani o italiani che dovessero averne bisogno.
Il Ministero degli Affari Esteri brasiliano per mezzo del Consolato Generale in Milano sta promuovendo un’iniziativa di interesse per la comunità brasiliana in diverse città del nord d’Italia.
Il Consolato si recherà in missione presso la città di Bologna nei giorni 04 e 05 febbraio 2011 per offrire servizi consolari a cui solitamente si può accedere presso la sede di Milano (escluso passaporto e visti).
Vi facciamo preghiera di voler pubblicizzare in loco tale evento secondo le Vostre possibilità e condivisione dell’iniziativa.
Il Consolato Itinerante sarà ospitato a Bologna presso AIBM - Associazione Italo-Brasiliani nel mondo, Bologna, in via Solferino n.32/A, e funzionerà secondo il seguente orario: venerdi 04 febbraio dalle 9 alle 17, e sabato 05 febbraio dalle 9 alle 15.
Per maggiori dettagli sull’evento e i servizi, accedere al sito www.brasilemilano.blogspot.com.
31 gennaio 2011
Addio a un amico
È stato una delle prime persone che ho conosciuto la prima volta che sono stata in Brasile, quasi 21 anni fa, nell'estate del 1990. Si chiamava Antonio Lopes dos Santos ma tutta la città di Matriz de Camaragibe lo conosceva come Totonho. Un ragazzone esuberante, simpatico, intelligente, che biascicava quattro parole di italiano e indossava con orgoglio la propria identità meticcia e il colore della pelle: "orgoglio negro" lo chiamava lui, ma in realtà era un mulatto scuro nelle cui vene scorreva anche una dose significativa di sangue indio.
All'epoca era giovanissimo ma già molto impegnato nella comunità, il primo ricordo nitido che ho di lui è una lezione nel corso di alfabetizzazione di adulti di cui era insegnante e a cui mi aveva invitata ad assistere. Il mio primissimo contatto con il metodo Paulo Freire.
Ha lavorato con noi nel progetto di animazione sociale fra il 1992 e il 1995 e quando Sergio, il mio collega, è rientrato definitivamente in Italia nel 1996, lo ha sostituito anche formalmente, con un regolare contratto di lavoro alle dipendenze della parrocchia salesiana; insieme ad Ana, gestiva il Centro Giovanile "Don Bosco" di Matriz de Camaragibe. Lavorando lì, ha abitato per anni nell'appartamento che aveva ospitato me nei tre anni e mezzo di permanenza lì, ha usato i "miei" mobili, la mia cucina, la mia lavatrice e credo che la sua prima figlia, oggi adolescente, sia stata concepita lì. Qualche anno fa aveva lasciato il Centro Giovanile e ora lavorava come insegnante nella scuola pubblica.
Era un bravo educatore e, malgrado alcuni tratti del carattere un po' ambigui, era dotato di leadership naturale. Era stato anche candidato a consigliere comunale, ma in quel contesto riesce a vincere solo chi ha molti soldi per la campagna elettorale. Infatti non vinse.
Recentemente, pochissimi anni fa, si era iscritto all'università ed era riuscito a laurearsi (credo in pedagogia, ma non ne sono sicura), perché voleva migliorare la propria posizione lavorativa. Lo faceva per sé e per i figli.
La scorsa settimana ha avuto un tremendo attacco di appendicite, lo hanno portato al pronto soccorso nella capitale Maceió ma quando sono intervenuti era troppo tardi, la peritonite era avanzata. Ha passato un paio di giorni in coma ed è morto ieri a mezzogiorno.
Non so se avesse già compiuto 40 anni o stesse per compierli. E ancora non mi capacito, non mi capacito della sua morte. Mi sembra impossibile pensare che la prossima volta che tornerò là non lo troverò. Ma soprattutto mi sembra assurdo che si possa morire così, per colpa di una sanità pubblica che non funziona. Se avesse avuto un'assicurazione sanitaria a pagamento, se se la fosse potuta permettere, se fosse riuscito ad avere accesso a una struttura sanitaria privatistica, sarebbe stato operato in tempo, prima che l'appendicite provocasse la peritonite fatale.
Ecco il risultato di una sanità privata all'americana e di una sanità pubblica portata allo sfascio in decenni e decenni di "incentivo all'iniziativa privata" (realizzata in buona parte con denaro pubblico, sia detto con chiarezza). Ecco il risultato della presenza di mafie, mafiette e clientelismi del Nordest profondo, a cui Sicilia, Campania e Calabria fanno un baffo. C'è ancora molta strada da fare nel mio Brasile, nel nostro Brasile.
Oggi, nel giorno in cui il calendario ricorda San Giovanni Bosco, padre e maestro dei giovani, il mio amico Totonho - che era anche Cooperatore Salesiano - sarà seppellito nel cimitero di Matriz.
Buon viaggio, amico mio. Che Don Bosco ti accolga fra i tuoi amici, e che gli amici che restano possano aiutare Neta, vedova troppo giovane, e Larissa e Lucas, orfani prima del tempo. Come diceva il tuo santo preferito, "ci rivedremo in paradiso"...
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26 gennaio 2011
25 gennaio: giornata della Bossa Nova
Il 25 gennaio, data di nascita dell'indimenticato e indimenticabile Tom Jobim, si celebra in Brasile la giornata della Bossa Nova. La commemorazione è stata introdotta su iniziativa del Ministero della Cultura e si celebra dall'anno scorso, 2010.
Questo stile musicale nasce in Brasile alla fine degli anni '50 dal genio dei migliori musicisti dell'epoca: oltre a Tom Jobim, il grandissimo João Gilberto e naturalmente il più grande di tutti, Vinícius de Moraes. La Bossa Nova è una specie di samba più soave, più minimalista, forse influenzato dal jazz nordamericano ma ormai riconosciuto in tutto il mondo come uno degli stili musicali più originali e autenticamente brasiliani.
Un esempio? Ecco João Gilberto con la sua chitarra in uno dei brani più famosi dell'età d'oro della Bossa Nova "Desafinado" (Stonato). Buon ascolto e buonissimo Dia da Bossa Nova.
25 gennaio 2011
E il blog sbarca su Mate de Coca
Pausa "Mate" in America latina: così recita il sottotitolo del blog Mate de Coca di cui "Brasil, meu amor" è diventato partner.
Si tratta di un blog gestito dal tour operator Ruta 40 che organizza viaggi in America Latina (con uno spazio dedicato al turismo responsabile). Dicono che sceglieranno di volta in volta post ritenuti interessanti, per "aumentare la consapevolezza nelle persone per un turismo rispettoso che non è però legato ai campi di lavoro o altre esperienze simili" [...], in un'esperienza "che sia 'vera', 'sincera' eppure 'differente' da quello che si sente e si trova in giro". Effettivamente mi sembra che il contenuto di questo blog abbia a che vedere con le intenzioni degli amici di Mate de Coca, quindi ben volentieri ricambio il favore dedicando loro questo post.
P.S. Mi trovate nella sezione bloggers partners.
31 dicembre 2010
Il caso Battisti: una lettura alternativa
Mi scuserete il doppione, anzi il triplone, visto che ho già parlato l'anno scorso per ben due volte. Ma in questi giorni alla radio e per televisione ne ho sentite di tutti i colori. La notizia ufficiale non è ancora stata comunicata ma pare proprio che Lula sia intenzionato a concedere a Battisti la possibilità di rimanere in Brasile come rifugiato politico. Sarebbe l'ultimo gesto ufficiale del suo mandato prima dell'insediamento di Dilma Roussef.
Nessuno fra i giornalisti che ho letto e ascoltato ha ricordato il caso Cacciola, a mio parere determinante alla costruzione di quello che considero più che altro un caso diplomatico.
Nel 2000 un banchiere brasiliano di origine italiana (e quindi titolare di doppio passaporto) portò alla bancarotta la sua banca (Makra) e fece perdere 500 milioni di dollari alle centinaia di risparmiatori che in quell'istituto avevano investito i propri beni; tutto questo, dopo aver ricevuto nel 1999 l'aiuto del Banco Central. Salvatore Cacciola, questo il suo nome, fu accusato frode e bancarotta fraudolenta, ma nel frattempo era fuggito in Italia. Il governo brasiliano, allora presieduto da Fernando Henrique Cardoso, ne chiese l'estradizione per poterlo processare. Ma l'Italia la negò, poiché Cacciola è anche cittadino italiano e quindi, secondo la nostra giustizia, malgrado fosse stato già condannato a 13 anni di carcere per peculato, godeva del diritto di risiedere nel nostro paese. Qui gli esperti di diritto potranno dire se tale motivazione è sufficiente, fatto sta che il Brasile non mandò giù il fatto che un criminale che aveva ridotto sul lastrico piccole e medie imprese, ma soprattutto migliaia di famiglie a esse collegate, sfruttando per giunta il denaro pubblico, potesse fare la bella vita nel nostro paese (e la faceva, la bella vita: vita da ricco, coi soldi sottratti illegalmente in Brasile).
Cocciola fu arrestato nel 2007 perché se ne era andato a fare un giretto nel Principato di Monaco: fuori dall'Italia, l'Interpol lo poté arrestare e il principe Alberto concesse immediatamente l'estradizione. Attualmente Cacciola è in carcere in Brasile, dove sta scontando la sua pena.
Ora, è ovvio che ufficialmente di queste cose non si possa parlare. Ve la immaginate una diplomazia che dice: "siccome voi non avete estradato in criminale nostro, ora noi non estradiamo il vostro"? E allora, per giustificare una decisione così controversa, si fa appello al fatto che i difensori di Battisti sostengono che il terrorista non abbia avuto un processo giusto. Gli stessi difensori hanno riferito le vicende di Cucchi e degli altri detenuti morti in carcere in Italia, insinuando che Cesare Battisti potrebbe fare una brutta fine.
Va ricordato che il nostro paese in questo momento "gode" di un'immagine abbastanza negativa all'estero, grazie a un presidente del consiglio che si fa le leggi su misura e a un partito di governo che fa dell'intolleranza e della reazione violenta una delle sue bandiere, contando al proprio interno personaggi capaci di rammaricarsi se un avversario politico caduto dalle scale non si è fatto male (notizia di oggi, parole di un consigliere leghista di Varese, Marco Pinti: ""Ho appena sentito al telegiornale che Nichi Vendola è stato svegliato nel cuore della notte da alcuni manifestanti del Pdl ed è caduto dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti"); grazie a un parlamento in cui ci si prende a botte, grazie a leggi sull'immigrazione che penalizzano anche chi sta solo cercando una vita migliore e a tale scopo lavora onestamente; grazie ai crolli di Pompei e alla chiusura di teatri prestigiosi; grazie a... mi fermo, vai.
Non voglio giustificare un'eventuale decisione di Lula a favore dello status di rifugiato politico concesso a Battisti: non voglio e non posso giustificarla. Però arrivo a capirne le motivazioni.
Questo post è in risposta a chi recentemente mi ha chiesto un'opinione sui fatti. Come tutte le opinioni, è personale e discutibile. Ma mi sembrava giusto mettere a vostra disposizione qualche elemento in più, nell'attesa di sapere se la decisione di Lula sarà effettivamente favorevole al terrorista omicida o se è stata tutta una strategia per tenerci sulla graticola e mostrare i muscoli.
Lo sapremo fra poche ore.
Ore 14: la notizia è arrivata, Battisti non sarà estradato. Amen.
Ore 14: la notizia è arrivata, Battisti non sarà estradato. Amen.
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