
21 dicembre 2010
C'è diploma e Diploma

02 novembre 2010
Donne al potere: Dilma Roussef eletta Presidente della Repubblica
Questo avvenimento, al di là della mia persona, è una dimostrazione del progresso democratico del nostro paese: per la prima volta una donna sarà presidente del Brasile. È il momento di sottoscrivere quindi il mio primo impegno post-elettorale: onorare le donne brasiliane affinché questo avvenimento, finora inedito, si trasformi in un evento naturale. Che possa ripetersi e ampliarsi nelle aziende, nelle istituzioni civili, nelle entità che rappresentano tutta la nostra società. L'uguaglianza di opportunità per uomini e donne è un principio essenziale della democrazia. Mi piacerebbe molto che oggi i padri e le madri guardassero le proprie bambine negli occhi e dicessero loro: SÌ, le donne ce la possono fare!
04 ottobre 2010
Dilma e Serra al secondo turno, ma la vera sorpresa è Marina Silva
11 marzo 2010
Cattoliche per il diritto di decidere
08 marzo 2010
Il sindacato dei traduttori letterari italiani sostiene Denise Bottmann
La Sezione Traduttori in appoggio a Denise Bottmann
Nello scorso mese di febbraio la Bottmann è stata oggetto di una denuncia penale da parte della casa editrice Landmark, responsabile della pubblicazione di alcune delle opere le cui traduzioni sono state documentate come plagio. La denuncia è accompagnata dalla richiesta di: una somma ingente di danni materiali e morali; la chiusura e cancellazione del blog sul plagio in nome del "diritto all'oblio"; la celebrazione del processo a porte chiuse.
Un nutrito gruppo di traduttori letterari brasiliani, insieme a numerosi colleghi sparsi in tutto il mondo, si è mobilitato in favore di Denise Bottmann con un manifesto e una petizione a sostegno dei quali si è schierata anche la Sezione Traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori.
Tale petizione risponde alla necessità di dare la più ampia eco possibile alla vicenda del plagio delle traduzioni letterarie, in considerazione del fatto che tale pratica è in palese contrasto con la Legge sul Diritto d'Autore, che considera il traduttore come autore di opera derivata salvaguardandone i diritti morali e patrimoniali. Inoltre, questo tipo di plagio configura il reato di concorrenza sleale in quanto le case editrici in malafede, non accollandosi i costi dei diritti di traduzione o non pagando una ritraduzione, mettono in posizione di svantaggio gli editori che, facendosi carico di questi costi, rispettano la legge e la deontologia. Infine, la pratica del plagio mette in pericolo il patrimonio culturale del paese, promuovendo la distribuzione di copie fraudolente di traduzioni che spesso, in origine, erano firmate da nomi riconosciuti e stimati della letteratura brasiliana.
Anche la Sezione Traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori, nell'esprimere a Denise Bottmann la propria solidarietà, si unisce a tutti coloro che desiderano contrastare, con le parole e con i fatti, la pratica criminale del plagio, in difesa della cultura, dei lettori e del diritto al riconoscimento della paternità dell'opera di traduzione, senza mai dimenticare che anche il traduttore - come recita il motto della nostra Sezione - è "un autore a tutti gli effetti".
02 marzo 2010
Il plagio non mi piace: petizione in appoggio a una collega brasiliana
Denise è personalmente in prima linea nella lotta contro il plagio delle traduzioni letterarie, una pratica purtroppo molto frequente in Brasile: numerosi editori si appropriano di vecchie traduzioni, soprattutto dei classici, le ristampano e le pubblicano senza nome, oppure con il nome di un altro traduttore, ma si tratta inequivocabilmente di lavori già pubblicati in passato. A volte la differenza consiste in qualche leggerissimo ritocco lessicale, ma il più delle volte l'operazione di furto è assolutamente spudorata. Naturalmente, il tutto viene fatto senza minimamente preoccuparsi del diritto d'autore del traduttore o degli eredi.
Denise ha aperto da parecchio tempo un blog nel quale riporta titoli, autori, nomi di traduttori, confronto fra le diverse edizioni e, naturalmente il nome dell'editore.
Già una volta le hanno imposto di togliere il blog dalla rete, salvo riconoscere che le sue denunce erano congrue.
La sua battaglia ha suscitato l'interesse di numerose testate giornalistiche che hanno pubblicato fior di servizi ed editoriali sull'argomento.
Ora l'editore Landmark l'ha denunciata, richiedendo: cospicui danni morali, svolgimento del processo *a porte chiuse* (quindi senza la presenza della stampa), rimozione preventiva del blog.
I colleghi brasiliani hanno organizzato una petizione online, che potete trovare a questo indirizzo e che vi invito caldamente a sottoscrivere indicando, accanto al vostro nome, anche la città e il paese (io ho firmato così: Sandra Biondo, Bologna, Itália):
http://www.petitiononline.
Quelli che leggono il portoghese possono trovare uno spazio ulteriore di informazione qui:
http://apoiodenise.wordpre
e naturalmente nel blog di Denise, "Não gosto de plágio":
http://naogostodeplagio.bl
Ringrazio tutti coloro che avranno la sensibilità di aderire, mostrando a Denise che la difesa dei diritti di chi lavora non conosce frontiere.
23 febbraio 2010
Storie del mio Brasile su "Donne Pensanti"
"Dall'altra parte del mare" è il post che è stato pubblicato oggi sul blog di Donne Pensanti gestito dall'amica Silvia Cavalieri.11 febbraio 2010
Alcides não acontece todos os dias
16 gennaio 2010
Addio, Zilda. Una morte che riflette una vita
01 dicembre 2009
Si allunga l'aspettativa di vita per i brasiliani

06 agosto 2009
Influenza H1N1: come vanno le cose in Brasile?

Ovviamente i decessi sono più frequenti nelle categorie a rischio degli immunodepressi, dei diabetici, dei cardiopatici e poi dei bambini al di sotto dei due anni e degli anziani over 60. Ma fino a oggi, drammaticamente, il maggior numero di morti è stato riscontrato fra le gestanti.
Ebbene sì, la categoria più a rischio in questo momento in Brasile è proprio quella delle donne in dolce attesa.
E' bene evitare di prendere sottogamba questa pandemia: se accusate dei sintomi come mal di testa, febbre, naso che cola, tosse, rivolgetevi immediatamente a una struttura sanitaria attrezzata perché vi siano somministrati gli antivirali del caso. So che molti di voi che state leggendo gradirebbero una quarantena forzata che li trattenesse in Brasile oltre il limite del biglietto ma, se proprio bisogna fermarsi, che sia per motivi più sani e divertenti di un'influenza che sta facendo il giro del mondo mietendo vittime fra le categorie più deboli della popolazione.
O no?
14 maggio 2008
E Marina se ne va

Una delle più illustri rappresentanti del governo Lula, la Ministra dell'Ambiente Marina Silva, ha presentato ieri le sue dimissioni.
Marina ha 50 anni e le sue origini sono umili: è nata in una famiglia di "seringueiros", i lavoratori che estraggono il caucciù dall'albero della gomma, nell'interno dello stato amazzonico dell'Acre. Ha conosciuto e collaborato strettamente con Chico Mendes quando, negli anni 80, era una giovane militante del PT e della CUT (la confederazione sindacale legata al PT).
Nel 1994 è stata eletta senatrice per lo stato dell'Acre e nel 2003 è stata chiamata da Lula al Ministero dell'Ambiente, dove è rimasta per una legislatura e mezza, fino a ieri.
Appena avrò accesso a informazioni più precise (e più "critiche") rispetto a quelle riportate dai grandi media nazionali proverò a scrivere qualcosa di più.
Certo, dispiace e scoraggia vedere uno dei migliori elementi dell'attuale governo gettare la spugna davanti alla difficoltà di far rispettare principi di fondo e priorità politiche come quella della tutela dell'ambiente, elemento cruciale dello sviluppo del Brasile.
Di questi tempi, verrebbe quasi da commentare che tutto il mondo è paese...
06 febbraio 2008
Campagna pro-mammografia
Basta fare clic qui, e poi di nuovo sulla finestrella rosa a sinistra dove sta scritto: "Campanha Mamografia Digital Gratuita. Ajude com seu clique". Si aprirà una pagina con la pubblicità di alcuni sponsor della campagna.
Non costa niente e vi porterà via pochi secondi, ma può contribuire a salvare la vita di una donna.
Anzi, nel caso in cui non lo sappiate, il cancro al seno colpisce per l'1% anche gli uomini...
04 ottobre 2007
Donne, terra, lavoro
Vanete Almeida ha 64 anni e coordina la Rete delle lavoratrici rurali di America Latina e Caraibi, sorta a metà degli anni '80; la rete articola le attività di associazioni, sindacati e gruppi informali in 23 paesi, con la presenza di oltre 1.000 gruppi a cui fanno capo circa 20.000 donne. Tutto questo lavoro è iniziato quando non esistevano internet, i telefoni cellulari e altri strumenti tecnologici (che in alcune zone rurali latinoamericane non esistono nemmeno oggi... ma ciò non impedisce che l'articolazione della rete vada avanti).
Anche Rivaneide Almeida lavora con le donne rurali del CECOR (Centro de Educação Comunitária Rural), che opera nella zona del semiarido nordestino cercando di promuovere una corretta convivenza con questa difficile realtà ambientale, segnata soprattutto dalla scarsità di precipitazioni (400-800 mm di pioggia l'anno, ma in alcune zone questa quantità scende a 2-300 mm). Il CECOR appoggia l'impiantazione di un'agricoltura ecosostenibile in una regione già fortemente colpita dagli effetti dell'azione umana (desertificazione). In questo contesto, non si può prescindere dall'azione delle donne. Gli uomini del semiarido, infatti, nei periodi di siccità vanno altrove a lavorare come braccianti agricoli e scaricano sulle donne la responsabilità della casa, della terra, della famiglia, dei figli.
Le donne del semiarido brasiliano sono pioniere nell'instaurazione di piantagioni innovative sia nel senso dell'ecosostenibilità sia in quello dell'agricoltura biologica. Quelle che avviano queste piantagioni all'inizio vengono guardate con sospetto dai loro uomini e dalla comunità in generale e ritenute "pazze" ma, man mano che le cose cominciano a "funzionare", il loro lavoro viene approvato e vengono seguite dai loro compagni e da altri agricoltori precedentemente scettici.
Possiamo dire che le donne sono, in tale contesto, vere e proprie moltiplicatrici di sviluppo. Perché è evidente che l'unica via per salvare il semiarido è promuovere un nuovo modello di sviluppo che deve includere non solo strategie e tecniche nei confronti della terra, ma anche e soprattutto nuove forme di partecipazione. E quanto a partecipazione e articolazione in rete le donne, almeno in Brasile, sono decenni avanti agli uomini.
Della partecipazione delle donne ai processi organizzativi e politici ci ha parlato anche Tereza Borba, di Recife. Tereza è avvocata ed è una delle leader dell'ONG Comissão Justiça e Paz (Commissione Giustizia e Pace), che si occupa soprattutto dei diritti legati alla regolarizzazione dell'occupazione del territorio urbano.
Ci sono favelas che dopo 10, 15, 20 (o anche 50!) anni sono diventate veri e propri quartieri, ma in cui il titolo di proprietà della terra non è stato ancora riconosciuto agli occupanti. Fino a quando una favela non viene riconosciuta come quartiere anche a livello urbanistico, non viene dotata di infrastrutture come fogne, acqua potabile, energia elettrica. È evidente quindi che il lavoro di questa ONG è fondamentale a garantire il rispetto di diritti fondamentali come quello all'abitazione e alla salute.
In questo momento a Recife meno del 20% del territorio urbano è occupato da oltre l'80% della popolazione, mentre il restante 20% ne occupa l'80%... si può così comprendere il concetto di "densità abitativa" nelle favelas e nei quartieri popolari della città, dove si concentra la maggior parte della popolazione a basso reddito.
Le organizzazioni di base che operano in favore degli abitanti di questi quartieri sono associazioni, sindacati, partiti, gruppi spontanei; al loro interno le donne sono sempre più presenti e, da qualche anno in qua, cominciano ad assumere ruoli di leadership, con conseguente assunzione di responsabilità e potere. Anche i Brasile, come in Italia, le donne hanno maggior scolarità degli uomini. Non è raro trovare donne laureate che vivono in favela (generalmente insegnanti), e la maggior partecipazione delle donne a all'impegno comunitario si spiega anche così.
Sono le donne, in questo momento, che sostengono i movimenti di lotta e di rivendicazione per i diritti, sono loro che riescono a vedere i problemi reali della vita in favela (mancanza delle fogne, distanza dalle scuole più vicine, pericolosità sociale per i bambini). Le donne della regione urbana stanno assumento sempre più anche il ruolo di capofamiglia perché abbandonate dal partner, ma sempre più spesso anche in presenza del partner perché sono loro che, di fatto, garantiscono il reddito della famiglia, malgrado il 40% di loro non eserciti nessuna attività lavorativa stabile.
Ci sarebbero tante altre informazioni da dare, ma mi sono dilungata fin troppo. Se avrò tempo, nei prossimi giorni amplierò e approfondirò qualche altro aspetto.
14 novembre 2006
Un paese con un futuro al femminile
Sul tema delle donne si potrebbe dire moltissimo, ma ci limiteremo qui a fornire alcune informazioni essenziali; innanzitutto anche in Brasile le donne sono più numerose degli uomini (circa il 2% in più) e hanno una maggiore aspettativa di vita (72,6 anni contro 64,8).
Anche se le donne hanno in media tre anni di studio in più, guadagnano ancora il 30% in meno dei loro colleghi maschi.
Ogni minuto quattro donne sono vittime di violenza fisica di vario tipo, dalle percosse allo stupro, il più delle volte per mano del proprio partner o di propri familiari. Circa 10 milioni di donne sono a rischio di gravidanze indesiderate a causa dell’uso inadeguato degli anticoncezionali (o della mancanza assoluta di conoscenze a riguardo), e su 100 donne che partoriscono, 28 hanno meno di 18 anni. I circa 1.200.000 aborti clandestini all’anno (in Brasile l’aborto è considerato un crimine, regolamentato da una legge del 1940) sono responsabili del 9% delle morti materne e del 25% dei problemi di sterilità femminile.
Tuttavia, oggi il 55% delle famiglie ha una donna a capofamiglia. All’inizio del XXI secolo le donne hanno finalmente superato gli uomini nel numero di iscrizioni all’Università. Una fra le più grandi metropoli del mondo, San Paolo (10,5 milioni di abitanti nel municipio), è stata guidata per ben due volte da una donna (Luiza Erundina 1989-1992 e Marta Suplicy 2000-2004) e sempre più numerose sono le donne elette alla carica di sindaco, governatore, deputata, senatrice, ministro o dirigente di grandi aziende.
In un paese segnato da sacche di maschilismo ancora molto violento, questi elementi costituiscono una chiara speranza per il futuro, soprattutto per la velocità con cui si afferma il cambiamento.
(i dati statistici si riferiscono al periodo 2004-2005)











