14 maggio 2008

E Marina se ne va


Una delle più illustri rappresentanti del governo Lula, la Ministra dell'Ambiente Marina Silva, ha presentato ieri le sue dimissioni.
Le motivazioni ufficiali non sono ancora state divulgate, ma da molti mesi (anni?) Marina Silva era diventata una voce che grida nel deserto, in aperto conflitto con i colleghi ministri più preoccupati degli aspetti economici e di mercato che di un'effettiva tutela dell'ambiente.
Marina ha 50 anni e le sue origini sono umili: è nata in una famiglia di "seringueiros", i lavoratori che estraggono il caucciù dall'albero della gomma, nell'interno dello stato amazzonico dell'Acre. Ha conosciuto e collaborato strettamente con Chico Mendes quando, negli anni 80, era una giovane militante del PT e della CUT (la confederazione sindacale legata al PT).
Nel 1994 è stata eletta senatrice per lo stato dell'Acre e nel 2003 è stata chiamata da Lula al Ministero dell'Ambiente, dove è rimasta per una legislatura e mezza, fino a ieri.
Appena avrò accesso a informazioni più precise (e più "critiche") rispetto a quelle riportate dai grandi media nazionali proverò a scrivere qualcosa di più.
Certo, dispiace e scoraggia vedere uno dei migliori elementi dell'attuale governo gettare la spugna davanti alla difficoltà di far rispettare principi di fondo e priorità politiche come quella della tutela dell'ambiente, elemento cruciale dello sviluppo del Brasile.

Di questi tempi, verrebbe quasi da commentare che tutto il mondo è paese...

2 commenti:

remo bassini ha detto...

e invece mi fa piacere che ci sia gente che sbatta la porta, oppure si ritiri anche solo in disparte.
magari sentiremo parlare ancora di lei (bel post).
ciao

Mafalda ha detto...

Già: sono due letture diverse dello stesso episodio. Gettare la spugna o sbattere la porta...
Il problema, caro Remo, è che il risultato è il medesimo. E in questo mondo che è tutto un gran paesone, sulle solite poltrone finiscono col sedersi sempre i soliti tromboni.
Temo che i libri di storia saranno tutt'altro che teneri col governo Lula.