State seguendo Sanremo? Siete curiosi di sapere chi è Tom Jobim, quello che secondo Elio e le Storie Tese "non ha avuto le palle di perseguire un obiettivo, non ci ha creduto fino in fondo"?
Siete ancora in tempo per iscrivervi al corso di lingua e cultura brasiliana presso il Circolo Arci Benassi di Bologna! Alcune persone si sono ritirate all'ultimo momento e quindi sono rimasti dei posti liberi sia nel corso delle 19 che in quello delle 21. La lezione che avete perduto non la pagherete, ma fatevi vivi entro il 20 febbraio.
Per informazioni scrivete all'indirizzo che trovate nella colonna qui a destra.
La canzone di Elio e il samba di Jobim, invece, li trovate cliccando qui sotto:
La canzone mononota - Elio e le storie tese.
Samba de uma nota só - Tom Jobim
(un ringraziamento particolare a Daniela B. aka Ladra di Caramelle, lei sa perché)
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15 febbraio 2013
26 gennaio 2011
25 gennaio: giornata della Bossa Nova
Il 25 gennaio, data di nascita dell'indimenticato e indimenticabile Tom Jobim, si celebra in Brasile la giornata della Bossa Nova. La commemorazione è stata introdotta su iniziativa del Ministero della Cultura e si celebra dall'anno scorso, 2010.
Questo stile musicale nasce in Brasile alla fine degli anni '50 dal genio dei migliori musicisti dell'epoca: oltre a Tom Jobim, il grandissimo João Gilberto e naturalmente il più grande di tutti, Vinícius de Moraes. La Bossa Nova è una specie di samba più soave, più minimalista, forse influenzato dal jazz nordamericano ma ormai riconosciuto in tutto il mondo come uno degli stili musicali più originali e autenticamente brasiliani.
Un esempio? Ecco João Gilberto con la sua chitarra in uno dei brani più famosi dell'età d'oro della Bossa Nova "Desafinado" (Stonato). Buon ascolto e buonissimo Dia da Bossa Nova.
04 gennaio 2010
La scelta di Francisca (e quella di Rai Tre)
Visto che buona parte dei miei visitatori occasionali capitano su queste pagine in seguito alle ricerche sugli sceneggiati televisivi brasiliani, mi corre l'obbligo di parlare di "La scelta di Francisca", titolo italiano della "miniserie" (sceneggiati che vanno in onda in seconda serata e hanno una durata molto minore rispetto alle tradizionali telenovelas) trasmessa dalla TV Globo nel 1999 con il titolo originale di "Chiquinha Gonzaga".
Francisca Edwiges Neves Gonzaga fu una grandissima pianista, compositrice e anche direttrice d'orchestra, anzi la prima donna a dirigere un'orchestra in Brasile.
Dotata di una personalità fuori dal comune, Chiquinha sfidò le convenzioni della sua epoca separandosi dal marito che le era stato imposto dal padre (un militare sposato con una mulatta), andando a vivere con il suo grande amore João Batista e dedicandosi senza risparmio al suo vero, grande amore: la musica. E fu grazie alla musica che poté mantenersi e mantenere il figlio, una volta separata anche da João Batista. E fu un altro João Batista, di quasi 40 anni più giovane di lei, a farle compagnia con amore fino alla sua morte, avvenuta nel 1935.
Ancora una volta Rai Tre fa un gol clamoroso, acquistando i diritti per la trasmissione dello sceneggiato (già andato in onda un paio di volte su Rete 4, ricordo di aver visto la replica al mattino presto, tre o quattro estati fa) e garantendosi un pubblico ormai affezionato al genere.
Una nota di colore. Le due attrici che interpretano Chiquinha da giovane e da adulta sono madre e figlia, Regina e Gabriela Duarte, due icone della TV Globo.
Con un clic sul titolo di questo post sarete indirizzati alla pagina di Wikipedia (in portoghese) dedicata allo sceneggiato.
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01 gennaio 2010
Feliz ano novo
Buon anno con la voce di Leila Pinheiro.
Testo e musica di Roberto ed Erasmo Carlos.
19 dicembre 2009
Ana Carolina
Trancado
(Ana Carolina)
Eu tranco a porta
pra todas as mentiras
e a verdade também está lá fora.
Agora a porta está trancada.
A porta fechada me lembra você a toda hora.
A hora me lembra o tempo que se perdeu.
Perder é não ter a bússola
é não ter aquilo que era seu.
E o que você quer? Orientação?
Eu tranco a porta
pra todos os gritos
e o silêncio também está lá fora.
Agora a porta está trancada.
Eu pulo as janelas.
Será que eu estou trancado aqui dentro?
Será que você está trancado lá fora?
Será que eu ainda te desoriento?
Será que as perguntas são certas?
Então eu me tranco em você
e deixo as portas abertas.
Sbarrato
Io sbarro la porta
a tutte le menzogne
e anche la verità resta fuori.
Ora la porta è sbarrata.
La porta chiusa mi ricorda te in ogni momento.
Il momento mi ricorda il tempo che si è perduto.
Perdere è non avere la bussola,
è non avere quello che era tuo.
E cos'è che vuoi? Orientamento?
Io sbarro la porta
a tutte le grida
e anche il silenzio resta fuori.
Ora la porta è sbarrata.
Io salto finestre.
Sarà che io sono imprigionato qui dentro?
Sarà che tu sei imprigionato là fuori?
Sarà che ancora ti disoriento?
Sarà che le domande sono giuste?
Allora mi imprigiono in te
e lascio le porte aperte.
(e se provate a cantarla in italiano, ci sta)
18 agosto 2008
Adeus, Dorival
Alla venerabile età di 94 anni, si è spento a Rio de Janeiro il compositore Dorival Caymmi.
Riporto le parole del mio amico Paolo, che mi ha comunicato la notizia via email da San Paolo: "Per noi, amanti delle armonie sofisticate, ma allo stesso tempo schiette e sincere, è un lutto immenso. Rimane la sua leggenda."
Fra le notizie che sono riuscita a reperire in italiano, questo articolo su alice news mi è sembrato uno dei migliori.
Infine, un piccolo regalo: "É doce morrer no mar", uno dei brani più struggenti di Dorival, interpretato dal sempre grande Caetano Veloso.
Boa viagem, Dorival.
Riporto le parole del mio amico Paolo, che mi ha comunicato la notizia via email da San Paolo: "Per noi, amanti delle armonie sofisticate, ma allo stesso tempo schiette e sincere, è un lutto immenso. Rimane la sua leggenda."Fra le notizie che sono riuscita a reperire in italiano, questo articolo su alice news mi è sembrato uno dei migliori.
Infine, un piccolo regalo: "É doce morrer no mar", uno dei brani più struggenti di Dorival, interpretato dal sempre grande Caetano Veloso.
Boa viagem, Dorival.
01 agosto 2008
Toquinho






Non sono una fanatica dei concerti e Toquinho non è Djavan, ma quando uno spettacolo è bello, è bello.
Sono appena tornata dall'esibizione di Toquinho in Piazza Santo Stefano, a cui ho potuto assistere in prima fila grazie alla gentilezza di un carissimo amico (grazie, Giuseppe). Un'ora e mezza di mergulho total nella brasilianità, a suon di bossa nova ma non solo.
Mi hanno colpita in modo particolare due cose: l'italiano fluente del musicista, che conosce bene l'Italia e ha lavorato parecchio nel nostro paese, ma evidentemente ha continuato a coltivare la conoscenza del nostro idioma anche in patria (numerosi anche gli omaggi alla nostra musica, per esempio Anema e core suonata come una bossa...). E poi la sua abilità di chitarrista. Ecco, queste sono cose che si capiscono solo dal vivo, non lo percepisci esattamente in un CD e nemmeno in un DVD, è quando lo vedi suonare davanti a te che ti rendi conto che quelle dita da sessantaduenne (!!!) sono ancora agili come quarant'anni fa.
Un'unica pecca: il concerto è durato troppo poco, un'ora e mezza scarsa compresi i bis. Mi sarei fermata volentieri un'altra ora...
Sono appena tornata dall'esibizione di Toquinho in Piazza Santo Stefano, a cui ho potuto assistere in prima fila grazie alla gentilezza di un carissimo amico (grazie, Giuseppe). Un'ora e mezza di mergulho total nella brasilianità, a suon di bossa nova ma non solo.
Mi hanno colpita in modo particolare due cose: l'italiano fluente del musicista, che conosce bene l'Italia e ha lavorato parecchio nel nostro paese, ma evidentemente ha continuato a coltivare la conoscenza del nostro idioma anche in patria (numerosi anche gli omaggi alla nostra musica, per esempio Anema e core suonata come una bossa...). E poi la sua abilità di chitarrista. Ecco, queste sono cose che si capiscono solo dal vivo, non lo percepisci esattamente in un CD e nemmeno in un DVD, è quando lo vedi suonare davanti a te che ti rendi conto che quelle dita da sessantaduenne (!!!) sono ancora agili come quarant'anni fa.
Un'unica pecca: il concerto è durato troppo poco, un'ora e mezza scarsa compresi i bis. Mi sarei fermata volentieri un'altra ora...
23 luglio 2008
Ancora musica (sul filo dell'off topic)
Il bello di un blog tematico è non essere un diario troppo personale, che sotto sotto interessa solo ai tuoi amici intimi - e ai tuoi nemici giurati che non vedono l'ora di inzuppare il pane nei fatti tuoi.
Eppure qualche volta verrebbe voglia di sfuggire al rigore (autoimposto) e fare uno strappo alla regola: parlare di persone, situazioni, sentimenti che col Brasile hanno poco a che fare, anche se magari hanno a che vedere con me.
Ma no, non si può. Non si può "parlare di". Com'è che dice il libro che sto traducendo? I nemici "parlano di", mentre gli amici "parlano con".
Così, prima di andare a nanna stasera vado a rispolverare un brano del gruppo dei Tribalistas (Marisa Monte, Arnaldo Antunes e Carlinhos Brown) che due o tre anni fa ci ha riempito le orecchie alla radio per mesi e mesi. Non potevo certo mettere un video di musica irlandese, ma chi ha orecchie per intendere intenderà.
A voi tutti questo bel brano che parla di amicizia e d'amore, Velha infância.
Eppure qualche volta verrebbe voglia di sfuggire al rigore (autoimposto) e fare uno strappo alla regola: parlare di persone, situazioni, sentimenti che col Brasile hanno poco a che fare, anche se magari hanno a che vedere con me.
Ma no, non si può. Non si può "parlare di". Com'è che dice il libro che sto traducendo? I nemici "parlano di", mentre gli amici "parlano con".
Così, prima di andare a nanna stasera vado a rispolverare un brano del gruppo dei Tribalistas (Marisa Monte, Arnaldo Antunes e Carlinhos Brown) che due o tre anni fa ci ha riempito le orecchie alla radio per mesi e mesi. Non potevo certo mettere un video di musica irlandese, ma chi ha orecchie per intendere intenderà.
A voi tutti questo bel brano che parla di amicizia e d'amore, Velha infância.
20 giugno 2008
Tributo a Djavan
Stimolata dal dialogo virtuale intrattenuto con Gaja e, indirettamente, con tale Mimmo che non ho il piacere di conoscere nemmeno virtualmente, dedico lo spazio di oggi al grande Djavan, già visto e ascoltato nel post del 25 marzo scorso insieme a Gal Costa e Chico Buarque.
Djavan, al secolo Djavan Caetano Vieira, è un musicista, autore, poeta e chitarrista brasiliano. Figlio di una lavandaia nera e di un lontano discendente di olandesi, è nato nel 1949 Maceió, capitale dello stato di Alagoas, e vive a Rio de Janeiro dai primi anni '70.
La sua musica riesce a mescolare i ritmi più autenticamente brasiliani alle sonorità del jazz e del blues; forse è per questo che ha avuto un discreto successo anche negli Stati Uniti. Resta il fatto che è uno dei musicisti brasiliani più riconosciuti a livello internazionale.
Io non mi intendo molto di musica, i miei gusti sono molto viscerali, "de panza". Djavan con i suoni, con la voce sensuale, con l'arpeggio della chitarra mi fa semplicemente rabbrividire. I suoi testi, poi, sono intrisi di una poeticità che mi fa capire il significato dell'aggettivo "intraducibile"; quando qualcuno mi chiede gentilmente di tradurre una sua canzone mi intimidisco e declino l'invito.
La prima volta che ne ho udito la voce, nel lontano 1991, mi sono sentita come ipnotizzata. No, non riesco a essere critica quando si parla del mio musicista preferito in assoluto (mi rivolgo soprattutto alle signore e signorine in ascolto: non so voi, ma io trovo che sia anche un uomo dotato di straordinario sex appeal...).
È da quando ho iniziato a scrivere questo thread che mi domando quale canzone inserire da youtube; nell'impossibilità di scegliere "la più bella", scelgo la prima che sentii in quel lontano pomeriggio di novembre di 17 anni fa, "Oceano", in versione dal vivo, unplugged. Buon ascolto.
Djavan, al secolo Djavan Caetano Vieira, è un musicista, autore, poeta e chitarrista brasiliano. Figlio di una lavandaia nera e di un lontano discendente di olandesi, è nato nel 1949 Maceió, capitale dello stato di Alagoas, e vive a Rio de Janeiro dai primi anni '70.
La sua musica riesce a mescolare i ritmi più autenticamente brasiliani alle sonorità del jazz e del blues; forse è per questo che ha avuto un discreto successo anche negli Stati Uniti. Resta il fatto che è uno dei musicisti brasiliani più riconosciuti a livello internazionale.
Io non mi intendo molto di musica, i miei gusti sono molto viscerali, "de panza". Djavan con i suoni, con la voce sensuale, con l'arpeggio della chitarra mi fa semplicemente rabbrividire. I suoi testi, poi, sono intrisi di una poeticità che mi fa capire il significato dell'aggettivo "intraducibile"; quando qualcuno mi chiede gentilmente di tradurre una sua canzone mi intimidisco e declino l'invito.
La prima volta che ne ho udito la voce, nel lontano 1991, mi sono sentita come ipnotizzata. No, non riesco a essere critica quando si parla del mio musicista preferito in assoluto (mi rivolgo soprattutto alle signore e signorine in ascolto: non so voi, ma io trovo che sia anche un uomo dotato di straordinario sex appeal...).
È da quando ho iniziato a scrivere questo thread che mi domando quale canzone inserire da youtube; nell'impossibilità di scegliere "la più bella", scelgo la prima che sentii in quel lontano pomeriggio di novembre di 17 anni fa, "Oceano", in versione dal vivo, unplugged. Buon ascolto.
25 marzo 2008
Passa, nuvem negra...
... larga o dia, vê se leva o mal que me arrasou
pra que não faça sofrer mais niguém...
Esse amor que é raro
e é preciso pra nos levantar me derrubou,
não sabe parar de crescer e doer...
(parole e musica di Djavan, interpretano Djavan, Gal Gosta e Chico Buarque)
Prima o poi passerà...
pra que não faça sofrer mais niguém...
Esse amor que é raro
e é preciso pra nos levantar me derrubou,
não sabe parar de crescer e doer...
(parole e musica di Djavan, interpretano Djavan, Gal Gosta e Chico Buarque)
Prima o poi passerà...
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