12 marzo 2008

Buon compleanno, Recife!



Oggi è il 471º compleanno della mia città di adozione, Recife, fondata dai portoghesi nel 1537.
Poggiata sulla foce di due fiumi, il Capibaribe ("fiume dei capivara", gli imponenti roditori che ne popolavano le rive fino a qualche decennio fa) e il Beberibe, che prima di gettarsi nell'Atlantico confluiscono in un dedalo di canali che hanno meritato alla città il titolo di "Venezia del Brasile" - ma forse sarebbe più corretta paragonarla con Amsterdam - vanta bellezze naturali e artistiche, ma soprattutto un popolo ospitale, battagliero, orgoglioso della propria storia e della propria cultura.
Recife fu la culla di numerose rivoluzioni libertarie: dalla battaglia del monte di Guararapes nel 1634, che segnò la fine dell'invasione olandese del Pernambuco, alla guerra dei Mascates, i commercianti, che nel 1710-11 affermarono la vocazione commerciale della città in opposizione all'oligarchia terriera che aveva la sua sede in Olinda; dalle rivolte libertarie dell'800 ispirate ai movimenti europei al ruolo attivo nella resistenza contro la dittatura militare nel ventennio 1964-84.
Recife ospitò la prima Sinagoga delle Americhe, fondata dagli ebrei olandesi nel 1630. Espulsi dal Brasile in seguito alla guerra di Guararapes, si spostarono nell'America del Nord e andarono a rifondare la loro comunità nientemeno che a Nuova Amsterdam, la futura Manhattan nel cuore di New York.
Recife ospita il carnevale più autenticamente popolare del Brasile e il blocco carnevalesco più numeroso del mondo, il Galo da Madrugada, con oltre un milione e mezzo di "foliões".
Recife è il terzo polo sanitario del paese, dopo São Paulo e Rio de Janeiro (anche se purtroppo il sistema sanitario pubblico lascia ancora molto a desiderare).
Recife ospita il più grande Shopping Center dell'America Latina (anche se metà della sua popolazione non può permettersi neanche di metterci piede).
Recife possiede la più lunga strada urbana in linea retta del mondo, l'Avenida Caxangá (anche se la viabilità cittadina soffre ancora di moltissime carenze).
Recife rappresenta uno dei principali poli informatici del Brasile (anche se gli analfabeti digitali sono ancora troppi, soprattutto nelle fasce più povere della popolazione).
Recife ha una spiaggia urbana bene attrezzata e bellissima, Boa Viagem (anche se l'inquinamento, gli squali e la sporcizia lasciata dai bagnanti ne impoveriscono tristemente il fascino).
Recife ha dato i natali, oppure ha ospitato e comunque è stata amata - È amata - da grandi artisti della letteratura del calibro di Manuel Bandeira, João Cabral de Melo Neto, Ariano Suassuna; politici come Joaquim Nabuco, Miguel Arraes, il presidente Lula; intellettuali di prestigio come il mai abbastanza compianto pedagogo Paulo Freire e il grande antropologo Gilberto Freyre; artisti come Francisco Brennand; musicisti come Alceu Valença, Lenine e molti altri.
Recife sarà anche piena di contraddizioni, ma le dichiaro oggi più che mai il mio amore totale e incondizionato.

(si ringrazia Mário Lúcio del Jornal do Commercio per l'ispirazione e per alcune informazioni contenute in questo post)

8 commenti:

celecelestino ha detto...

Allora auguri Recife . Cantare " Voltei Recife , foi a saudade que me trouze pelo braço " ...

Il Nichilista ha detto...

volevo farti i complimenti un blog che si legge bene. brava.
vediamo se mi riesce di farlo bene come il tuo. ciao

Mafalda ha detto...

Grazie, un complimento particolarmente ben accetto visto che viene da qualcuno che si dichiara nichilista ;)
Ho ricambiato la visita...

Isabel Green ha detto...

avrei una proposta da fare. sicuramente hai sentito in questio giorni del tibet. ti propongo di scrivere un post a riguardo per dare la visibilità che merita all'argomento.ovviamente nessuno obbligo è solo una proposta ;)

alexandra ha detto...

Il Brasile significa amore anche per me.
Tornerò.
Ciao,

Alessandra

flachi78 ha detto...

Ciao Silvia, que saudade leggendo il tuo blog.
Anche io ho passato un periodo a Recife (molto meno di te, solo alcuni mesi del 2007) e mi sono innamorato di questa città.
Ti faccio i complimenti perchè fai un sacco di cose interessanti e soprattutto perchè nomini il mai troppo compianto Paulo Freire!
Ciao ciao, Alfredo

flachi78 ha detto...

P.S. ma perchè ti chiamo silvia se ti chiami sandra???
Scusa, sarà stata l'emozione... ;-)

Mafalda ha detto...

Nessun problema, Alfredo. Non so per quale strano motivo, ma mi capita spesso di essere chiamata Silvia oppure Sonia. È il dazio che si paga ad avere un nome non del tutto usuale (le Alessandre si sprecano, ma di Sandre ce n'è poche). Il vantaggio è che il mio nome si scrive e si pronuncia in modo quasi identico in quasi tutte le lingue...
Grazie della visita!