02 dicembre 2006

Il viaggio, l'arrivo, i primi giorni

Dopo uno spettacolare viaggio in business class, venerdì 30 novembre Rio ci accoglie mestamente fra nuvole e pioggia.
Le prime notizie captate dal telegiornale locale parlano purtroppo di 3 morti a causa degli smottamenti, ovviamente nei quartieri più popolari, le favelas costituite da baracche precariamente accostate a ripe pericolose.
Il mattino dopo, la vacanza inizia nel più rigoroso rispetto della regola degli imprevisti: non si trova uno sportello elettronico che permetta al mio compagno di viaggio di prelevare contanti dai suoi conti correnti italiani, il taxista che un amico aveva contrattato per noi non si presenta all'orario stabilito, il tram che ci porta al quertiere di Santa Teresa si ferma a metà percorso causa lavori, il taxista ci raggiunge nuovamente con un'ora di ritardo...
Ma procediamo con ordine. La giornata trascorsa a Rio è stata intensissima; dopo essere riusciti finalmente a cambiare dei contanti, abbiamo attraversato l'infinito ponte Rio - Niterói per andare a visitare l'edificio che ospita il MAC, il Museu de Arte Contemporânea, progettato dal grande architetto Oscar Niemeyer. Un'opera futuristica e suggestiva, una specie di disco volante di cemento e vetro appoggiato su una base di appena 9 metri di diametro, con una vista sulla baia di Guanabara da mozzare il fiato... se solo ci fosse stato il sole!
Dopo il MAC, di corsa a Rio per raggiungere la stazione del "bondinho", il tram che conduce al quartiere di Santa Teresa (non prima di aver fatto una sosta per visitare la strana ma suggestiva cattedrale a forma di cono). A Santa Teresa visitiamo il Museu da Chácara do Céu, dove restiamo colpiti soprattutto dalla collezione di acquarelli di Debret, opere di metà ottocento che ritraggono la vita quotidiana degli schiavi a Rio de Janeiro (ma bellissimi anche i disegni e i dipinti di Cândido Portinari presenti nella collezione).
Andiamo a pranzo in una famosa churrascaria, il Porcão, affacciata sulla spiaggia di Flamengo; poi un'oretta di riposo e quindi, finalmente liberi dalla pioggia, saliamo sul Pão de Açúcar con le due teleferiche che ci conducono sulla vetta del panetto. La visione della città dall'alto è mozzafiato, nonostante il tempo nuvoloso. Mentre scendiamo, per pochi secondi il Corcovado, che era rimasto coperto dalle nubi per tutta la giornata, si scopre e mostra il Cristo che abbraccia e benedice la città.
Ma il bello deve ancora venire. Alla sera, il giornalista Zuenir Ventura ci informa che al Teatro Municipale ci sarà una serata musicale in occasione della giornata nazionale del Samba, organizzata e condotta nientemeno che da Beth Carvalho, la "papessa" del samba carioca, e che ha trovato gli inviti anche per noi.
Non so dire se sia stato più bello vedere da dentro il teatro in stile liberty oppure lo spettacolo dal vivo di questa cantante straordinaria; bello è stato senz'altro conoscere di persona il caro Zuenir, che fino a quel momento era stato solo un autore che avevo tradotto e con cui avevo scambiato qualche mail.
La stima, il rispetto ma soprattutto l'affetto sono immediati. Zuenir ha l'età di mia madre, sua moglie Mary qualche anno di meno, ma è come se fossimo coetanei e amici da sempre. Al salutarci, Zuenir si congeda baciandomi in fronte. Mi commuovo: ho capito di avere acquistato un amico in più.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

L'emozione del Corcovado che si libera dalle nuvole è stata così emozionante che mi sono sgorgate lacrime di emozione!
Riuscirete a vedere anche qualche quadro di Frida Kalho? Io l'ho sempre amata, fin da bambina quando non so per quale miracolo vidi la riproduzione di un suo quadro su non mi ricordo più che rivista. Vi invidio e vi penso intensamente! Un abbraccio.
Api

Anonimo ha detto...

Che emozione, son contenta che tutto proceda per il meglio.
Oggi abbiamo salutato Don Nildo, dopo tre anni ritorna alla chiesa brasiliana di Belem e Castanhal. Chissà se farai tappa da quelle parti!
ciao daniela

giulia ha detto...

Ho avuto la fortuna di conoscere anch'io Zuenir Ventura proprio dopo aver letto il bel libro che hai tradotto e per cui ti faccio i mei complimenti. Vado in Brasile ogni volta cheposo e vivo con questo splendida gente. Ma quanti problemi... Giulia